Le origini

Andare alle origini di ogni fondazione, antica o moderna, è emozionante e stupendo insieme, in quanto si scopre che l’umano sembra confondersi con il divino e quasi annientarsi per lasciare emergere Dio: unico autore di tutte le cose.
Tale è il senso delle parole di Vincenzo de Paoli, mentre spiega alle giovani contadinelle, riunite intorno a Luisa de Marillac, il 29 novembre 1633, il loro primo regolamento di vita:
“ Chi avrebbe pensato che sarebbero sorte le Figlie della Carità, quando le prime andarono in alcune parrocchie di Parigi per servire i poveri? Io non ci pensavo. Madamigella Le Gras (Luisa de Marillac) non ci pensava. E nemmeno padre Portail. Dio solo pensava a voi. E’ lui, lo possiamo proprio dire, il fondatore della vostra Compagnia ...”. Conf. FdC 24 agosto 1659 n.111
Vincenzo era consapevole della grande novità che rappresentavano le Figlie della Carità: una vera rivoluzione nella vita consacrata femminile, non solo nella terminologia, ma ancor più nell’essenza. Ecco il loro identikit:

“ Esse non sono religiose, perché tale stato non si addice alle attività proprie della loro vocazione, perciò hanno per monastero le case dei malati, ... per cella una camera d’affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della città, per clausura l’obbedienza. Dovendo andare dai malati o in altri luoghi necessari per il loro servizio, avranno per grata il timore di Dio, per velo la santa modestia e non faranno altra professione, a fondamento della loro vocazione, se non quella di una continua fiducia nella divina Provvidenza e dell’offerta a Dio di tutto quello che sono e che fanno per il servizio dei poveri ”. ibidem
Intorno a Luisa si raccoglie, infatti, il primo nucleo delle Figlie della Carità: un gruppo di donne Queste parole contengono una eccezionale portata profetica e carismatica. Prende il via un nuovo tipo di vita consacrata: vita contemplativa e attiva, religiosa e secolare al servizio dei poveri. Si può dire rivoluzionaria in pieno XVII secolo, sorta al di fuori della mentalità e dei quadri giuridici vigenti.
Diversi tentativi erano falliti; lo stesso S. Francesco de Sales (1567/1622) aveva fondato le Visitandine per la visita ai malati; ma queste, ben presto, furono costrette a trasformarsi da visitatrici dei poveri in monache di clausura.
Vincenzo de’ Paoli, invece, vi riuscì; le sue Figlie della Carità non saranno protette da una grata, ma saranno libere di andare in ogni luogo di sofferenza: nei quartieri popolari, nelle campagne deserte, nelle carceri, negli ospedali, sui campi di battaglia, ovunque c’era una miseria umana da lenire ...
Infatti, il 18 gennaio 1655, la Compagnia delle Figlie della Carità veniva approvata dal cardinale di Retz, Arcivescovo di Parigi, e l'8 giugno 1668 riceveva l'approvazione del Papa Clemente IX.